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قزاقستان، آبلیازوف، مخالف در تبعید: «آنها نقاب از چهره برداشتند و تک تیراندازان را روانه خیابان ها کردند »[باتیستینی فرانچسکو، کوریره دلاسرا(ایتالیا)، 8ژانویه2022]

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به عقیده آبلیازوف، بانکدار و وزیر سابق دولت قزاقستان که اکنون رهبر اپوزیسیون در تبعید است، اکثر قربانیان اعتراضات در آلماتی بودند. رژیم چهره خون آشام خود را رو کرده است و به سمت جمعیت معترض تیراندازی می کند. اکنون صحبت از یک انقلاب در قزاقستان است که در پی یک سرکوب طولانی مدت شکل گرفته است.

1-    به عقیده آبلیازوف، بانکدار و وزیر سابق دولت قزاقستان که  اکنون رهبر اپوزیسیون در تبعید است،  اکثر قربانیان اعتراضات در آلماتی بودند. رژیم چهره خون آشام خود را رو کرده است و به سمت جمعیت معترض تیراندازی می کند. اکنون صحبت از یک انقلاب در قزاقستان است که در پی یک سرکوب طولانی مدت شکل گرفته است.
2-    وی در پاسخ به این سوال که آیا یک قدرت خارجی در آتش این اعتراضات می دمد گفت که این کشور اوکراین نیست که کشورهای دیگر مانند لهستان در آن منافعی دارند. در اینجا همواره صحبت از ترکیه و نقش آن است لیکن ورای این شورش هیچ قدرت خارجی وجود ندارد.
3-    به اعتقاد وی اگر دیکتاتورها را هیولا قلمداد کنیم غرب آن را تغذیه کرده است. نظربایف به این علت قدرتمند شد که غرب چشمانش را به روی فساد و جنایت و نیز میلیاردها سرمایه او و خانواده اش بست. حتی حالا هم کاری انجام نمی دهد و اجازه می دهد که پوتین قزاقستان را زیرپا نگه دارد.
4-    وی از رئیس جمهور آمریکا و نیز رهبران کشورهای اروپایی خواست تحریم هایی علیه رژیم کشورش مقرر نمایند. منافع و گروه های فشار نظربایف همه جا حضور دارند و نمی توان همه چیز را به پوتین سپرد.
5-    به عقیده وی موقعیت جغرافیایی این کشور باعث شده نظربایف این موضوع را به غرب القا کند که در حال مبارزه با بنیادگرایی ست. قزاق ها مذهبی هستند لیکن فرهیخته نیز می باشند و شباهتی به افغانستان ندارد.
اداره کل رسانه های خارجی
ترجمه: مریم شرکاء   

 

https://www.corriere.it/esteri/22_gennaio_07/kazakistan-l-oppositore-ablyazov-nazarbayev-mostro-nutrito-dall-occidente-italia-compresa-1f6122ea-6fdd-11ec-81f1-db9197a63523.shtml
Corriere della Sera
Kazakistan, l’oppositore in esilio Ablyazov: «Hanno tirato giù la maschera e mandato in strada i cecchini»
di Francesco Battistini
L’ex ministro e banchiere è il capo di fatto dell’opposizione: nel 2013 sua moglie Shalabaeva e sua figlia furono arrestate ed estradate in Italia: «società italiane fanno affari con il dittatore kazako»

«La folla s’è radunata e ha provato a marciare sulla residenza di Nazarbayev, ad Almaty. Ha finito per trovarselo davanti, mentre stava per fuggire con sua figlia Dariga: aveva già pronto l’aereo per Abu Dhabi. Per bloccare i manifestanti, la polizia ha cominciato a sparare proiettili di gomma. Poi però, quando i manifestanti hanno sfondato, sono comparsi i cecchini. Per tirare con proiettili veri. Chi c’era, mi dice che hanno ucciso almeno cinquanta persone...». Dalla sua casa di Parigi, sono quattro anni che l’ex ministro, ex banchiere e dissidente MukhtarAblyazov si collega ogni giorno col Kazakistan. È di fatto il capo dell’opposizione in esilio: ttalvolta discusso, accusato dal regime di malversazioni e reati finanziari anche in Russia e per questo arrestato in Francia, ma di fatto un capo. E a maggior ragione, in linea h24: «Quando Putin e il regime dicono che qualcuno manovra la protesta dall’estero, tutti pensano all’America. No, parlano della Francia. Perché sono rifugiato in Francia. E io sono il loro nemico numero uno».
Si ha un’idea del numero di morti?
«Centinaia. La maggior parte delle vittime è ad Almaty. Ma esistono anche le città dell’Ovest, dove la gente si rifiuta d’abbandonare le piazze e ora i poliziotti si rifiutano di sparare. Questo spiega perché sono arrivati i russi: il regime non può fidarsi nemmeno dei suoi uomini».
PER APPROFONDIRE
•    Cosa sta succedendo in Kazakistan, e perché?
•    Kazakistan, che fine ha fatto il clan Nazarbayev?
•    Kazakistan: «Decine di morti», stato d’emergenza
Ormai è una vera rivoluzione…
«Il regime ha tirato giù la maschera e mostrato il suo volto sanguinario. Quale altro tiranno al mondo spara sulla folla in questo modo? Neanche Lukashenko in Bielorussia… La comunità internazionale deve bandire il Kazakistan, smettere di fare affari».
Ma perché proprio ora?
«Le vere rivoluzioni arrivano spontanee. Quando non te le aspetti. S’è visto con le Primavere arabe. O in Iran, con lo Scià. In questi Paesi però, come nel Kazakistan, la rivolta nasce da una lunga repressione. E dal lavoro per educare la popolazione alla disobbedienza. Per quattro anni, da qui, ho spiegato come uscire da questa situazione. La domanda non era se i kazaki avrebbero mai cacciato Nazarbayev ma quando».
Ma davvero nessuna potenza straniera soffia sul fuoco?
«Questo Paese non è l’Ucraina, dove altre nazioni come la Polonia hanno interessi forti. Qui si dice sempre della Turchia e del suo ruolo ma questa rivolta non ha dietro potenze straniere».
Il Kazakistan è una moneta di scambio sulla questione ucraina?
«Di sicuro, il tema entrerà nel negoziato fra americani e russi».
L’Occidente s’è accorto tardi di chi è Nazarbayev?
«Se consideriamo i dittatori dei mostri, l’Occidente è stata la mano che ha nutrito il mostro. Nazarbayev è diventato più potente perché l’Occidente ha chiuso gli occhi sulla corruzione e sui crimini. Sui miliardi d’investimenti suoi e della sua famiglia. Non fa nulla neanche ora, lascia che sia Putin a tenere il Kazakistan sotto il suo stivale».
MukhtarAblyazov, 58 anni, con la moglie Shalabaeva e la figlia (foto Giuseppe Fumagalli per Oggi)
Anche in Italia, signor Ablyazov, di lei non si sapeva nulla fino al 2013. Finché sua moglie Shalabaeva e sua figlia non finirono al centro d’un affaire internazionale, inspiegabilmente arrestate ed estradate in Kazakistan dai servizi italiani…
«Questo è un buon esempio. Dopo quel fatto, l’Italia non ha fatto nulla: da voi ci sono tesori e proprietà di Nazarbayev, ma non succede niente. Ci sono affari tra lui e società italiane, accordi di cooperazione, ma nessuna sanzione è mai stata imposta. Queste sono cose che danno forza ai dittatori, permettono loro di far tutto e di non avere danni. Una grande banca italiana come Unicredit ha avuto un ruolo nell’acquisto e nella vendita di asset della famiglia Nazarbayev. Nel 2007 un affiliato del dittatore, BulatUtemuratov, ha venduto la sua banca Atf a Unicredit per 2,1 miliardi di dollari. Sei anni dopo, Unicredit l’ha rivenduta per 493 milioni a un ricco affarista kazako, AkhmetzhanYessimov, già sindaco di Almaty, che a sua volta l’ha girata a una banca di proprietà di Nazarbayev. Nessuno ha mai fermato quest’operazione: quando già c’era stato il rapimento di mia moglie e di mia figlia, il dittatore guadagnava centinaia di milioni…»
L’Europa si muoverà?
«Ho scritto al presidente Usa, a tutti i capi di Stato europei. Per chiedere sanzioni contro il regime. Gli interessi e le lobby di Nazarbayev sono dappertutto. Non si può lasciare tutto a Putin»
E il pericolo islamista? Il Kazakistan sunnita è a due passi dall’Afghanistan…
«No, questa è la vecchia disinformazione del regime, che ha sempre approfittato della posizione geografica per far credere all’Occidente di lottare contro il fondamentalismo. I kazaki sono religiosi, ma anche istruiti. Non siamo l‘Afghanistan».
7 gennaio 2022 (modifica il 8 gennaio 2022 | 00:34)
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liberobatt
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